La vicenda si svolge nella seconda metà del 1500, quando la giovane Beatrice subisce ripetute sevizie da parte di suo padre Francesco Cenci, nobile di spicco della Roma papale. La giovane denuncia gli abusi scrivendo direttamente al Papa e chiedendo di farsi rinchiudere in convento pur di non condividere la propria vita con quel mostro dentro casa. Le sue preghiere non vengono ascoltate.
Le violenze spingono Beatrice a voler eliminare il padre, unica via di scampo per essere libera. Con l’aiuto della matrigna Lucrezia Petroni Velli, del fratello Giacomo e del castellano Olimpio Calvetti, dopo due tentativi andati a vuoto riescono nel loro intento, cercando di far passare la morte del nobile per un incidente: il corpo già esanime viene gettato da un mignano del casale di Petrella Salto, proprietà dei Cenci.
Le indagini proveranno il contrario. A nulla valgono le testimonianze delle violenze subite dalla giovane, che verrà processata insieme ai suoi complici e decapitata l’11 settembre 1599 nella piazza di Castel Sant’Angelo, a Roma.